
Nata il 15 maggio del 1990, Patty è una mia studentessa di quarta. L'anno scorso, appena le diedi l'occasione, si presentò così: "Io vorrei morire giovane. Vorrei morire in un incidente, in un attimo, in uno schianto, prima che la mia vita diventi un semplice susseguirsi di azioni fatte per abitudine, prima di non riuscire più ad innamorarmi, prima di non riuscire più ad afferrare lo splendore di ciò che è la vita stessa" (vedi qui). Allora scriveva poesie tutte impastate di sentimentalismi e retorica canzonettara, dimostrando tuttavia una grande voglia di imparare. Ha letto molto da allora, tutto ciò che le ho passato. Soprattutto poesia femminile, dalla Plath alla Cera Rosco, dalla Sexton alla Annino. Come capita, tutte queste autrici si sentono nella sua scrittura, reclamano ancora uno spazio che soffoca in parte la sua voce. Tuttavia Patrizia ha un talento già riconoscibile, un prezioso dono che ancora lotta con la sua natura ribelle, edonista, vanitosa. Mi scrive in una recente e-mail: "Ho mille spinte, mille istinti e mille pensieri... tutto che mi si contorce andando verso qualcosa che non mi spiego. è come se continuassi a percepire un qualcosa oltre alla realtà presente, come se, in fondo, dopotutto, credessi che da qualche parte, qualcosa che mi appartiene mi sta aspettando. io sto cercando. ogni fibra di me sta cercando quel contatto, quell'estremo perfetto... sento un vortice allucinante che spinge non so neppure per dove. tutto è delirio ai miei occhi".
Lascio a voi il giudizio sui versi che seguono. Altre sue poesie le trovate nel suo blog Scarpette Rosse
***
il gesto. senza pronunciare.
senza compiermi la traccia.
mi porti le mani? oppure:
mille notti senza sonno mentre
c’è lei a condurmi terminando
in arco. ancora e
ancora. ti ho levigato intanto.
conservandoti. l’essenza.
le gocce. quanto
resta. la voce. il pigmento
di sguardo il
frammento. quella luce quando
scorderai come
mi chiami?
ed io ancora e
ancora. ti ho percorso il tratto
col colore esatto
del tuo passare.
piano.
piano ho contratto
ogni strato. ho pensato.
disfatto ogni panno.
aspettando che fosse
sempre troppo tardi.
non è questo il nostro pianto.
è questa la voce. identici d’incanto.
terminando quando
vuoi?
non è questo che è rimasto.
lei che porta la delizia
del mio gemito.
il fremito. confesso:
ripeto speculare
il principio. la forma. la
visione del passaggio:
non pensavo. eppure rimango.
ma per quanto? credono bene.
io posso stentare. per sempre incarnando
fibra mobile.
nutrendomi di tatto? degenerando.
da te ad altro. in quanto
ingoio.
non è questo stagno.
è altro
l’inferno che ci sta spezzando.
***
senza compiermi la traccia.
mi porti le mani? oppure:
mille notti senza sonno mentre
c’è lei a condurmi terminando
in arco. ancora e
ancora. ti ho levigato intanto.
conservandoti. l’essenza.
le gocce. quanto
resta. la voce. il pigmento
di sguardo il
frammento. quella luce quando
scorderai come
mi chiami?
ed io ancora e
ancora. ti ho percorso il tratto
col colore esatto
del tuo passare.
piano.
piano ho contratto
ogni strato. ho pensato.
disfatto ogni panno.
aspettando che fosse
sempre troppo tardi.
non è questo il nostro pianto.
è questa la voce. identici d’incanto.
terminando quando
vuoi?
non è questo che è rimasto.
lei che porta la delizia
del mio gemito.
il fremito. confesso:
ripeto speculare
il principio. la forma. la
visione del passaggio:
non pensavo. eppure rimango.
ma per quanto? credono bene.
io posso stentare. per sempre incarnando
fibra mobile.
nutrendomi di tatto? degenerando.
da te ad altro. in quanto
ingoio.
non è questo stagno.
è altro
l’inferno che ci sta spezzando.
***
..........................Notte tra 23 e 24 marzo 2008
il divieto trattiene
la parola..................che chiede
la lingua..................lungo il tratto breve
...........................sottile
quanto sapere
quanto si può...........toccare
o si rimane.............con il sangue
sugli stipiti e l’architrave
per poi andare
senza sapere oppure
attendere e tenere
aperta la soglia
il limitare delle labbra
la voglia che paga
il prezzo della linfa della piaga
conosce il margine..........quando
è nome.......................quando è grido
distinguere
il bacio dell’iride alle sponde
dalla serra delle lame
fuori
il fiato della notte..........confonde
la bocca sul riso............disteso e vago di altro
e lieve
poi nel ventre
tempo.............in cui
altro si svela
il divieto trattiene e nega
***
esplodere di voce
che non sento chiamare amore
è come chiedere remissione
senza potere curare
con le mani la rovina o
leccarmi fianchi e vene al guazzo
rimanere non salva e
casa è altra cosa
tra le rovine e l’impasto
delle rime che viene dopo
l’essere composti di sospiro
e putridume il lume lascia
spazio al dire e tempo
è chiamare l’assurdo con
altro nome perché credi:
avremo una solitudine
di elementi e quell’esatta
posa delle cose mancate.
***
naturalmente, BUON COMPLEANNO!!! :-)
RispondiEliminafinalmente Patty.
RispondiEliminanel mio non essere un critico, voglio lasciare la mia idea su questi testi.
di bello: una vitalità che fatica a restare dentro alla forma, l'urgenza di esprimersi che supera la struttura di poesia e la dilata la conforma a sè.
e dietro una profondità non comune, e dico non solamente per una ragazza, ma per una persona anche già adulta.
non so quanti poeti scrivessero già così a diciott'anni. io non mi reputo poeta, infatti sicuramente scrivevo peggio.
in questa poesia c'è ancora una strada da tracciare, direbbe Ivano Fossati. manca ancora l'unità, il senso del tutto, anche perchè la selezione è limitata.
però Patty merita di stare su questo blog perchè ha talento.
insistere è un imperativo morale.
un abbraccio ad allieva e maestro.
francesco t.
grazie Francesco. La selezione è ristretta perché le poesie scritte sinora non sono molte: una quindicina?
RispondiEliminaPatty interverrà nel pomeriggio.
gugl
Patty, parleremo a voce tra poco. Credo in te le o sai. Che fare, data la distanza d'età? L'allenatore? Ebbene: c'è lo zoccolo duro che pota dal sentire eccessivo alla misura di chi punta in alto. Tieni di vista quella, non ubriacarti di letture altrui, vivi (altrimenti di che che si nutre la "perfida"?) La poesia non sarà mai amica tua, devi sparargli tra gli occhi, fregarla, oppure non pensarci. Sarà lei a venirti dietro, come tutti i masochisti.
RispondiEliminaBuon compleanno, Patty, e conserva per me un sachettino di catarro. Cris.
Cris di artemis?
RispondiEliminaparole sagge, a parte l'ultima riga, spudoratamente punk :-)
gugl
che bello essere letta! non sapete quanto mi rende felice! :)
RispondiEliminagrazie infinite francesco, per quello che dici... io voglio andare avanti, davvero...questi voglio che siano primi passi di un lungo cammino, appunto, come dici...
mi piace che tu colga una vitalità che fatica a stare nella forma... credo mi rappresenti in pieno, non si tratta soltanto dei testi! :)
manca un fulcro, un senso... è dannatamente vero...
Cris, tesoro mio! che bello averti qui! manca davvero poco: una misera settimana e sarò da te! :)
quel che dici è sempre grandioso, come sei grandiosa tu...
sparare tra gli occhi alla perfida? mi piace!!!
...ma qui, mi sa che la masochista sono stata io...
ma non poteva andare diversamente...
non avrei mai detto che avresti postato queste, Gugly! mi ero fatta tutta un'altra idea...
comunque sia i testi sono una quindicina, sì...
ribelle, edonista e vanitosa, dici? ma va! sono un angioletto! :)
un bacione a tutti!!!
e grazie, grazie infinite a Stefano!
Patty!
Il "catarro" è un segnale, poco gentile ma molto materico, che usiamo Patty ed ed io come sigla dei nostri messaggi, spiegarlo sarebbe noioso, benché tale sostantivo sia giustificato,e lei lo sa. E' stato forse ingiustificato metterlo qui; lo ritenevo personalizzante e spiritoso, ecco, ma a ripensarci, certo...!
RispondiEliminaNon sono la Cris di Artemis,e i punk, beh, insomma, mi riguardano
poco, sono stati o sono, se ci sono ancora, semplici apprendisti.
Grazie comunque per avermi fatto precisare.
Cristina Annino
.
Patty!
RispondiEliminaChe bello vederti, leggere le tue poesie. Sapere che stai lavorando - bene e con entusiasmo - per trovare il tuo percorso, unico e originale. Per essere davvero te stessa. Patty, leggi, vivi, impara, mettiti continuamente alla prova e in discussione. Ma, mi raccomando, riconosciti sempre in ciò che scrivi. Non tradirti. Mai.
Un abbraccio, e Buon Compleanno!
Silvia
Cristina non avevo capito che fossi tu! E' un vero onore questa tua partecipazione. Patty ne andrà fiera sicuramente.
RispondiEliminasul vostro idioletto non dico nulla, adesso che so da dove nasce: da due anime in piena!
un ciao anche a Silvia, tra le prime estimatrici della "bambina" :-)
gugl
ciao Silvietta!
RispondiEliminache bello che anche tu sia passata! :) grazie mille per questo prezioso consiglio, come per tutti gli altri che mi hai dato! ...no, non voglio tradirmi, non voglio fingere... non in poesia... che almeno questo si salvi dal delirio...da tutto questo uscire d'ogni cosa, ogni cosa che si solleva dalla terra, dal solco
-l'humus che le appartine- che rinnega l'origine. rinnegarsi e rinnegare...di continuo...tutto questo delirio...
io salvo la poesia, ne seguo la spinta... non voglio soffocare ciò che mi appartiene.
è un lasciarsi essere, appunto, Silvietta... condivido in pieno ciò che dici.
Gugly....certo che vado fiera di avere qui la mia Cris! :)
(sempre attenta al catarro ;)
Besos!
Patty!
"esplodere di voce" mi piace molto. mi pare la composizione più equilibrata e che colpisce la pancia (almeno la mia). la poesia di Patty è come il suo respiro (come potrebbe essere altrimenti?): brevi inspirazioni e brevi, esplosive espirazioni. Paradossalmente (e quando non si cerca una cosa.....eccola, viene!) in "esplodere di voce" tale esplosione non la sento e prevale una maggior cura alla misura, anche ritmica, del canto. Il talento c'è. E con la maggiore attenzione a quel luogo misterioso e fecondo che sta tra una inspirazione ed una espirazione verrà tutto il resto (credo poi che sia lì, in quel momento, che si spara alla poesia e....la si centra. Nevvero?). Respira Patty. Sei viva. E tanti auguri di buon compleanno. GTZ
RispondiEliminaciao Giò! :)))
RispondiEliminaciò che sta tra l'espirazione e l'inspirazione? ...lì si spara alla "perfida"... ma che visione avete composto...!!! Nevvero? :)
esplodere di voce è l'ultima che ho scritto... ma è una delle poesie su cui ho lavorato meno in assoluto. si è trattato...di un'esplosione, appunto, che ho lasciato emergere, come veniva...è stato un flusso compatto che è dipeso davvero poco dalla mia intenzione.
colpisce alla pancia...? beh, su per giù...è da lì che m'è venuta!
un bacione a Giò! ;)
grazie ancora per gli auguri! :)
Patty!
Auguri Patty e sorridi, sempre, anche e soprttutto in poesia..Viola
RispondiEliminagrazie infinite, Viola.
RispondiEliminabuona notte.
Patty!
beh, complimenti.
RispondiEliminaAnche l'uso dell'ipermetro . quando accade - è ben tenuto.
Mi piace, nonostante sia lontana dalla mia poesia devo ammettere che mi piace.
Io però non direi che è ora di smettere di leggere altri. Anzi. Ne leggerei ancora di più. Accadrà poi naturalmente di "scremare" ciò che senti affine o quanto invece ritieni a te lontano e quindi "non utile" oltre che ad una tua crescita anche al nutrimento del tuo personale gusto.
Però - per quanto di limitatissima importanza il mio giudizio - ti consiglio di continuare, assolutamente continuare la scrittura. Vale.
Fabiano Al.
Un paio di versi in una delle cose che ho scritto dice: "e ancora urlare / con le spalle addosso al muro parole vuote in feed- / back".
RispondiEliminaE io ci ho 24/25 anni, e parlo di parole vuote (al di là di Lacan e della parola piena/vuota che non ho mai ben capito), 24 anni, capisci? Tu Patty invece sembri avere una carica vitale, un'urgenza di comunicare che sono sicuro non la esaurirai presto. E quest'energia mi pare il più delle volte ben gestita e organizzata: il primo brano tiene bene dal punto di vista ritmico e non solo. C'è quel "gesto", evidenziato, che è la nota più autentica e personale di qualsiasi "fare arte": solo tu sai come hai gettato le parole sulla carta, e questo resta tuo. La lettura di un testo non esaurisce questo "atto di creazione". Quindi, al di là di critiche e commenti che ti pioveranno addosso lungo tutta la tua esperienza di scrittrice/poetessa/quel che sarai, conserva e rispetta sempre quei momenti in cui ti appresti a compiere il rito, il gesto della scrittura. Il rito è il modo in cui il corpo traduce l'energia che ti muove dentro in dono verso l'altro: se rispetterai quei momenti avrai rispetto per te stessa e per i tuoi lettori.
Brava a Patty e bravo il maestro quando si fa guida :)
Ciao
Simone
Patty, checchè ne dica il 'maestro' la tua "natura ribelle, edonista, vanitosa" sia la tua riserva di canto, ciò che ti permettere di procedere 'oltre la realtà presente' rendendoti capace di trasfigurarla, di 'fiorire d'attese' concependo i possibili.
RispondiEliminaQuanto ai 'maestri', è bello scoprirli quali compagni di 'co-evoluzioni', di procedere maieutico.
Marinella
Buon compleanno e finalmente...una foto! :-)
RispondiEliminaBianca
grazie Fabiano... certo non smetterò di leggere, anche perchè, per me è un'esigenza vera e propria, non potrei, neanche volendo...
RispondiEliminaSimone...l'urgenza c'è...forte, tanto che, alle volte, è fastidiosa...
mi piace davvero molto quello che dici sul conto dei miei testi...soprattutto ciò che dici riguardo al gesto... ho un'attenzione ossessiva nei confronti della gestualità, del gesto, in senso fisico, ma non solo. quello di chi mi circonda e ciò che è il mio gesto, appunto: il mio gesto che si fà rito, che si compie in verso.
ho un'attenzione per il dettaglio ed il frammento, per il minimo movimento. guardo le cose filtrare dalla pelle, emozione ed impressione che mi attraversano dalla pelle.
conservare il rito... assolutamente... ciò che torna parola... gesto, dalla punta delle mie dita, testo.
Mi piace quel che dici.
Marinella...grazie davvero, ci tenevo a sentirmelo dire, perchè, credi... mi dicono sempre che sperano tutti tanto che, con l'età, io mi dia una calmata...
per quanto mi riguarda... E' IL PEGGIORE DEI MIEI INCUBI!
è energia, ho bisogno che sia energia, dev'essere energia! è la spinta, come tu sei riucita ad intendere. non so dove mi porterà la spinta, ma esigo della spinta... la spinta che riesce, miracolosamente, a procurarmi la mia natura, se lasciata essere.
non "denaturarmi". MAI. non soffocare nulla. MAI.
grazie per averlo colto.
ciao Bianca! grazie per gli auguri! eh sì....finalmente eccomi lì! ;)
ciao amici, bentrovati tutti.
RispondiEliminaai vecchi, come me, l'energia dirompente die giovani spaventa (e chi è vecchio sa perché). Però ciò che dice Patty, e che conferma Marinella, è socrosanto: la vita è tracimazione, creazione continua: guai arginarla!
gugl
ps. per Patty: ti ricordi, oggi, il volto di Ungaretti, il suo sorriso bambino, la vita che lo accarezzava malgrado i lutti?
perchè vi spaventa? sarei curiosa...
RispondiEliminaungaretti... è stato splendido... certo che ricordo, non potrei dimenticare...
forse difficile da spiegare... quel viso... splendido, quasi incredibile... è valsa la pena di scappare dalla mia aula, questa mattina ;)
forse il volto di Ungaretti spiega qualcosa sull'energia che non va arginata: accade di bruciare in un secondo oppure di bruciare adagio, magari in 90 anni, tenacemente, Montale scrive di "una speranza che bruciò più lenta / di un duro ceppo nel focolare"; non è che l'ardore di scrive, vive sia sufficiente alla poesia, o alla vita, è la poesia che deve bruciare, ed è la vita, e far luce e far caldo e fare anche cenere, fumo, scintille, fare tutto quello che serve, ma ci vuole tempo - andare adagio non è cosa da giovani, o forse sì, oggi che i bambini hanno un gran daffare e anche i vecchi hanno fretta, solo un giovane, non importa a che età, ha il tempo giusto: rimanere calmi è da vertigine, alla festeggiata auguro una velocissima lentezza
RispondiEliminapaolo
non lo so come andrà...forse è solo soggettivo, non dipende dall'età...comunque sia, grazie per lo splendido augurio, paolo...
RispondiEliminaun bacio!
Patty!
mi scrive Erminia Daeder, a proposito di Patty: "ho letto, ma prima ancora ho visto quel sorriso in contrasto con gli occhi, nella foto, la bocca che allarga nell'accoglimento, gli occhi che esitano, quasi dicessero 'aspetta, prima di farti entrare vigilo, aspetta, tutta la fretta che hai di entrarmi e di prendermi', e ho letto 'io vorrei morire giovane' e ho pensato che deve leggere 'l'eleganza del riccio', sai questo splendido romanzo di cui ti ho accennato (edizioni e/o, muriel burbery ne è l'autrice), perché pure lì dentro c'è un'adolescente che non fa tregue con la vita, e poi ho pensato che bellezza avere te come insegnante per lei e che bellezza avere lei come alunna per te :)
RispondiEliminapoi torno a rileggere bene le sue poesie, ora voglio solo dirti che bellissima emozione pensarvi.
un bacio,
e."
trovarne persone così.
gugl
Erminia... quello che dici, mi piace e mi fa male, nello stesso istante... non mi piace che mi si leggano cose negli occhi, c'è molta verità in quanto hai colto.
RispondiEliminanessuno mai, prima, mi aveva letto il volto...
il Gugly mi dice vanitosa... più che altro è che mi piace poter giocare con la mia immagine...
poterti dire tutto o tutt'altro con un gesto...con il corpo. è una cosa che sta alla base di quella che sono... ma se mi tradisce lo sguardo...
vorrei sapere come, tutto ciò che hai colto, si rapporti ai miei testi...
un bacio.
Patty!
cara patty e gentile gugl arrivo un po' tardi...la mia solita lentezza. l'"entusiasmo dei giovani" è intransigente, non contempla la mediazione, la mediocrità, lo stare nel mezzo. il vecchio, per così dire, anche relativamente vecchio, anche poco più vecchio, di fronte a questo tipo di entusiasmo tende a rimestare nel sacco delle proprie miserie, piccole o grandi, a guardare i pezzi che ha perso per strada. e magari gli viene anche da dire "non è colpa mia". cara patty, la tua intransigenza è salute.
RispondiElimina"avremo una solitudine di elementi e quell'esatta posa delle cose mancate". non conoscevo questo testo, dici che è uscito di getto, che non hai dovuto lavorarci troppo su. io li trovo versi bellissimi.
erika
"...l'esatta posa delle cose mancate." ...sì ogni tanto penso poco e quel poco basta... dipende...
RispondiEliminaho sempre sostenuto che esistano cose che sono perfette così come sono. non sempre tanto lavoro corrisponde a un buon risultato...
...il pensiero è deleterio, spesso e volentieri!
sono contenta che tu sia passata, erika!...intransigente, dici...? ogni tanto penso di detestare davvero un po'troppe cose, per vivere in santa pace! ;)
un bacio, bella!
Patty!
allora era patty la ragazzina che voleva morire giovane! me la ricordo questa cosa, allora mi colpì. Patty hai una bella faccia e un bel sorriso, però le scarpette rosse non le vedo molto adatte a te, per te scarpe di raso multicolore con nastri di seta ma sempre a ballerine. hai molto talento, se posso permettermi consiglio di non leggere solo poesie di donne tipo plath e simili, o almeno solo quello, devi leggere di tutto. naturalmente solo buona poesia che la frequentazione della cattiva poesia fa male. buon compleanno, anche se un po' in ritardo. sei fortunata ad aver un prof come gugl, ai miei tempi i prof ci davano del lei :-) insomma erano un pochino esagerati! ciao ciao antonella
RispondiEliminasiccome solo poche notti fa ho commentato poesie di Simone Zanin, ex-militare di carriera, dicendo che non mi va affatto di leggerlo lasciandomi improntare da un possibile pregiudizio, dicendo che non si giudica una poesia, come qualsiasi opera d’arte, dalle condizioni dell’autore, ribadisco lo stesso concetto su questi lavori di Patty.
RispondiEliminae, aggiungo, quando avevo due o tre anni in più di Patty, andavo in giro per la bergamasca a sostenere che di giovanilismo sono capaci tutti di riempirsi la bocca e, in tutti i comuni e i convegni dove mi capitava di fare campagna politica, proponevo di abolire l’assessorato o il ministero alle politiche giovanili (poi mi sono rotto le palle) (ma) (tranne un giovane assessore del mio comune che trova fondi per FAR FARE AI GIOVANI senza persuaderli ad aderire ad un qualche cliché( (eccezione che conferma la regola?) (non ho ancora trovato qualcuno che mi faccia ricredere su questa posizione – e intanto sono passati vent’anni da quando ho iniziato a sostenerla)
trovo assolutamente interessante l’uso che Patty fa dei punti fermi (in “il gesto. senza pronunciare”) e delle parentesi (in “a mia madre”). Trovo poco interessanti, in genere, testi come “a mia madre” in cui il vissuto autobiografico blocca l’espressione poetica entro significati che solo può cogliere chi possiede la consuetudine di quella biografia quotidiana, la cerchia di quelle dimensioni affettive evocate. O vissuti in grado di risuonare con essa in quanto carichi di analogie (ma non siamo tutti uguali!). Cioè, mi riconosco troppo, e in forma ferocemente privata (ai miei non ho ancora fatto leggere nulla di ciò che ho scritto negli ultimi dieci anni), in frasi come “ha quella morale che mi stringe (cintola ai fianchi) / che mi ficca nella gola per nutrirmi se parlo / ma non conosce l’esatta costituzione della / stesura del mio piano (il mio frenetico empirismo) / e la mia carneficina di pelle stesa -i delitti delle labbra- / e una ferita che piange eternamente (incolmabile) - dal suo primo castigo –“ ed è proprio questo che mi impedisce l’alzarsi in volo, il respiro, il fraseggio (POETICO! cioè intento alla POIESIS, al FARE) che mi faccia intravedere il potere trasformativo che la poesia può avere su una relazione figliale altrimenti condannata a mugugnare, rimuginarsi, incartapecorirsi in un’invettiva poco più che diaristica.
Scusa, Patty, se sono duro, crudo, incazzato. E’ che se ti dovesse capitare di cedere alla seduzione dell’immagine di poetessa diciottenne che il mondo ti mette con nonchalance per cappello, sarebbe la fine, non l’inizio di un autentico “qualcosa che non mi spiego” verso cui ostini la tua ricerca. E’ che finché non ci si imbatte nella negazione, non si avanza verso l’incognita estetica dell’impensabile cui brami di votarti. Ho giurato e rigiurato che avrei dedicato la vita al teatro, alla poesia, all’arte in tutte le occasioni in cui (e fino a poco tempo fa), per miei banalissime superficialità, per stupidissime sottovalutazioni, ne sono stato “sbattuto fuori”. Ti auguro, con tutto il cuore, di essere un giorno sbattuta fuori dalla poesia, per poter finalmente comprenderne il senso.
quella luce quando
scorderai come
mi chiami?
(…)
io posso stentare. per sempre incarnando
fibra mobile.
nutrendomi di tatto? degenerando.
da te ad altro. in quanto
ingoio.
(…)
leccarmi fianchi e vene al guazzo
rimanere non salva e
casa è altra cosa
tra le rovine e l’impasto
delle rime che viene dopo
l’essere composti di sospiro
e putridume il lume lascia
spazio al dire e tempo
è chiamare l’assurdo con
altro nome perché credi:
avremo una solitudine
di elementi e quell’esatta
posa delle cose mancate.
Non vorrei davvero che germogli (intensi, emozionanti, luminosi) come questi appena citati vengano fatti marcire da sovrastrutture di alcun genere. Solo per questo, incurante che ora potresti detestarmi come non mai, mi permetto questa spietatezza.
Mario Bertasa
Caro Mario, dsono stato io a decidere di pubblicare la poesia sulla madre, pur sapendo che non ha un grande valore estetico: mi interessava che davvero sua madre leggesse queste parole. l'ho fatto, insomma, per facilitare la comunicazione tra di loro. Nemmeno Patty voleva che la pubblicassi, ma ne ho approfittato della mia posizione per decidere senza il suo consenso :-)
RispondiEliminaUn saluto a Erika (altra mia allieva di secondo grado, dotatissima) e ad Antonella, sorella.
gugl
vedo che "esplodere di voce" è piaciuta ai più......mi pare sia un gioiellino, anche di maturità (che non so cosa sia, ma si dice così no?). Ehi, Gugl! Anch'io sono un tuo allievo di secondo grado (fose meno dotatissimo, ma che si impegna.....)
RispondiElimina:-) GTZ
ciao antonella..... eh, beh... sì ero io... lo so che quelle parole sono pesanti e, una volta che le leggi, non puoi fare a meno di dare ad esse una certa impotanza, diciamo...quello che tendo sempre a precisare io, quando si comincia ad avere a che fare con me...è che io farnetico! e farnetico parecchio e pesantemente! perciò: è vero che io ho una forte inclinazione a non fare tregue, sono intransigente, come dice erika... che ora mai m'ha capita... :)
RispondiEliminama quello che voglio dire è che spero di non dovermi portare dietro per sempre quelle righe...spero si afferri che il succo della cosa non è che voglio a tutti i costi morire giovane, ma che non voglio assolutamente che la mia vita(e la mia poesia di conseguenza) diventi ristagno e che combatterò sempre per questo...è la mia piccola causa da portare avanti...
detto questo... ti ringrazio molto!
grazie per gli auguri...
e le scarpe....beh... le mie scarpette rosse hanno tutta una loro onirica storia... le ho sognate rosse e mi tocca tenermele così... :)
mario... la poesia a mia madre non volevo che fosse postata, dato che non credo abbia nessun tipo di valore...
a mia madre non l'ho fatta mai leggere, neppure in quest'occasione. non mi sento pronta e quelle parole non sono pesate come vorrei.
non ti detesto e apprezzo la tua completa sincerità.
mi piace che tu li chiami germogli e mi piace ciò che hai colto...sono passaggi che anch'io ritengo buoni... perciò... direi che siamo del medesimo parere! :)
non voglio neppure io che sia l'età che ho a catalogare la mia poesia o a impressionare... vorrei che andasse da sè... non avrebbe senso, altrimenti.
Giò... maturità, dici? mah, sì, si usa dire così, poi non so! :)
gioiellino...? ti ringrazio ancora!
mi è servito davvero tanto avere questo confronto con voi tutti. a capire, a mettermi in gioco...
vi ringrazio ancora, dal primo all' ultimo...
un bacione!
Patty!
grande Patty!
RispondiEliminaho un amico che alla tua età scriveva come te...
Poi la vita gli ha riservato tante altre vicende... Oggi è un dirigente di un'importante azienda, con romanzi, racconti e bozze varie nel cassetto...
Il suo ultimo romanzo gliel'ho stroncato duramente, anche se ha dei lati di luce così intensa, magistrale, che se ci fossero solo quelli avrebbe già avuto un esordio alla grande...
Sì, il grigiore che ci attende è il principale incubo dell'età tua, lo è stato della nostra, in tanti se ne sono fregati, tanti altri se ne sono preoccupati...
"Fatti non foste a viver come bruti...", ci insegna il Sommo... e spero di poterti anche fra qualche decennio reincontrare sulla strada di chi segue "virtute e canoscenza" (che parole enormi, immense, così dilatate nel te4mpo e nello spazio...!) insieme ai tuoi altri maestri (Guglielmin in primis!) - la gente ha bisogno di poesia, vai avanti, vai avanti
(e rileggi attentamente quel che ti dicono, tra le righe, Fabiano Albrghetti e Simone Lago sulla metrica...)
un abbraccio
Mario
Un grande dono quello di Stefano a Patty. Una di quelle cose così belle, da muovere a co-mmozione.
RispondiEliminaC'è grande energia nei versi che leggo e che ho avuto modi leggere in questi ultimi mesi, un'urgenza fitta di parole, di concetti, di fermenti interiori, di domande, di dubbi, di risposte. Ramificata di tracce e approdi. Densa e intensa.
Auguri Patty per questo tuo diciottesimo compleanno e che la tua "ricerca" ti riporti sempre sulla strada del sé.
Un bacio Mapi
Mapi... sei una persona che, seppur virtualmente, stimo molto... la tua presenza qui mi è molto cara e sempre tengo in grossa considerazione ciò che mi dici.
RispondiEliminasono contentissima del tuo passaggio qui, anche se già sapevo che, per me, avresti speso belle parole!
ti ringrazio per gli auguri...
un enorme abbraccio!
Mario... lo spero anch'io di poterti incontrare ancora lungo quella strada... io continuo, anche se so bene che si potrebbe trattare di un difficile ma, spero, lungo, cammino.
in quanto al tuo amico....io manderei a fare in culo l'azienda e riaprirei il cassetto lavorando sodo... ma io sono io...
la metrica... terrò gli occhi aperti!
ancora mille grazie!
Patty!
non dico niente, ma leggo, eh! :-)
RispondiEliminagugl
Cara Patty,
RispondiEliminasai che anch'io devo molto ad un mio professore (di filosofia) del liceo? Fu lui il primo a credere in me e proprio a 18 anni mi portò a Milano a farmi conoscere Milo De Angelis, con cui ho un dialogo che dura da 15 anni e ho costruito il mio primo libro uscito nel 2005...Passando di qui, la tua esperienza ha ricordato la mia. Tieniti stretto il tuo professor Guglielmin. Non è facile trovarne. Quella fiducia che ho avuto a 18 anni non sai quanto sia stata importante per la mia crescita, soprattutto come uomo.
Un saluto e un grande augurio a te Patty (che hai stoffa e lucidità di sguardo!) e a Stefano.
corrado
ciao Corrado: speriamo che Patty cresca "come donna", altrimenti sai che peccato per i suoi corteggiatori? non vorrei avere delle responsabilità in tal senso :-)
RispondiEliminagrazie mille Corrado! il Gugly me lo tengo stretto, non ti preoccupare! :)
RispondiEliminacome donna, dite? oh, beh... non vi preoccupate che cresco bene... sarei una perdita troppo grossa per il sesso maschile! ;)
ancora grazie a tutti voi per l'attenzione che mi avete dato, per tutti i pareri e per ogni consiglio... GRAZIE!
Patty!
grazie anche a te per la partecipazione costante alla discussione.
RispondiEliminagugl
Mi sono imperdonabilmente persa questo avvenimento! :)
RispondiEliminaTi leggerò cara Patty, spero domani sera, e darò il mio illuminatissimo parere, inutile al pari solo del mio lunghissimo navigare e di varie altre cosette di cui abbiamo recentemente discusso ;)
Intanto bacioni e complimenti di questa presenza su questa "rete".
...come se tu toccassi per riconoscere, come al buio, le parole al posto delle dita, il movimento della costruzione è a zig zag, il piano interlocutorio è per ribadire, non per chiedere, in una visione lucidamente scomposta, tu precedi l'attesa...
RispondiEliminaerminia
brava Grasta!
RispondiEliminaqueste sue "fibre", si espandono bene!!
un saluto a gugl.
mitralika
secondo me patty ha anche il cognome da grande poetessa "La Grasta" - patty cara guarda che la gente si innamora anche a 90 anni secondo te perchè anche gli ultracentenari non vogliono morire? non è questione di età ma di testa e cuore. riguardo le abitudini dall'alto della mia veneranda età ti dico che la "felicità" potrebbe stare anche nelle abitudini, in quel tuo fare quotidiano tranquillo, nel tuo leggere sereno la vita. purtroppo spesso accade che il vento ti fa volare i fogli e non capisci più nulla, la pagina prima e quella che viene dopo. insomma cara patty campa assai e scrivi tante poesie e innamorati tante e tante volte e attenta al vento! baci antonella
RispondiEliminaciao Ali! immagino tu sia stata parecchio impegnata... grazie mille del tuo passaggio! :)
RispondiEliminaerminia...precedo l'attesa!? non saprei... ma mi piace davvero che tu legga questo!
mitralika...le mie fibre, le mie spore... chissà...
antonella... non ti preoccupare che scrivo e campo che è un piacere, in fin dei conti... era altro che intendevo. ma non pesai le parole quando scrissi quel tema... o forse sì... non ricordo!
grazie infinite del vostro commento! :)
baci!
Patty!
stefano, dall'inizio della presentazione mi aspettavo qualcosa di brutto ... mi stavi quasi "spaventando"...
RispondiEliminami ha fatto piacere leggere questi nuovi e freschi tratti ... e auguri :-)
a rileggerti stefano... è una vita che non ci si sente!
un abbraccio,
anila
come vedi Anila, la vita chiama la vita.
RispondiEliminaquando vuoi, io sono qui.
un bacio
gugl
la mia lettura emozionale mi porta a dire d'impulso quanto sia bella l'ultima che se fossi tua madre ti vorrei cullare per farti capire che non sempre s'ama nel modo richiesto, ma l'amore di madre è (quasi) sempre una cosa grande
RispondiEliminadella mia lettura sempremozionale, non mi vergogno, tutt'altro, forse è l'unica vera e giusta, che non passa per l'artefatto, il costruito, il raffinato che però comprende, senza palato, credo, altrettanto
non so cosa abbiano detto gli altri, non ho letto i commenti, io in questi versi leggo uno spirito che si dibatte nell'uovo in parte schiuso e dalle cui crepe esce luce e singhiozzo. tratti frammenti di un dire che non trova abbastanza spazio per librarsi o pienamente liberare, non abbastanza vertici per volare e cunei per spaccare. s'agita gonfia s'abbatte per poi risalire nel tentare l'indicibile a dire.
io vi leggo molto talento e strada da fare, ma non tanta quanta si creda, solo l'acqua che deve passare
l'ultima invece che dice qualcosa di perfettamente chiaro/maturato/sedimentato/autentico nella mente del poeta, l'ultima dicevo è bellissima.
e così si chiude il mio commento circolare
un bacione Patty, un mondo di auguri, sinceri complimenti
grazie Ali.
RispondiEliminagugl
contenta delle tue parole, ali cara! davvero!
RispondiEliminanon pensavo ne avresti spese tante...!
acqua sotto i ponti?allora vorrei soltanto accelerarne il corso! certo non credevo che la mia agitazione trasparisse tanto in ciò che scrivo... splendida immagine quella dell'uovo...credo calzi.
a mia madre, questione complessa... beh... ...ha forte valore emozionale...non credo molto altro...non credevo, più che altro...a molti è piaciuta...non saprei...
grazie mille comunque...un bacione!
un CIAO ad anila!
Patty!
In colpevole ritardo, vorrei dire che ora bisogna preservare il talento (perché c'è), non sprecarlo, non buttarlo al vento. E' il momento in cui bisogna stare con i piedi per terra.
RispondiEliminaGugl è un ottimo maestro, saprà suggerire.
però, per essere così giovane, non è male. anzi. da tenere d'occhio. tanta energia, ciò è un bene. le premesse ci sono. eccome.
RispondiEliminaaggiungi letture alle letture.
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